6/15/2025

Dentro lo studio: il nostro processo per creare un'identità che si fa notare

Dentro lo studio: il nostro processo per creare un'identità che si fa notare

Ogni studio ha un metodo, anche se spesso resta implicito, raccontato a parole diverse ogni volta. Abbiamo deciso di mettere per iscritto il nostro, sia per essere più trasparenti con i clienti sia perché, rileggendolo, aiuta anche noi a non saltare passaggi quando i tempi si stringono.

Fase 1: Discovery. Interviste, questionari, analisi della concorrenza diretta e di riferimenti fuori settore. L'obiettivo non è copiare cosa fanno gli altri, ma capire cosa lo spazio visivo del settore dà per scontato — per poterlo sovvertire con criterio, non a caso.

Fase 2: Direzione strategica. Qui fissiamo il posizionamento in una frase sola, i tre-quattro aggettivi che il brand deve trasmettere, e un moodboard che traduce quegli aggettivi in immagini, colori, texture. È il momento in cui il cliente vede per la prima volta "dove stiamo andando", senza ancora un logo disegnato.

Fase 3: Esplorazione visiva. Logo, palette, tipografia — sempre in almeno due direzioni alternative, mai una sola proposta presentata come "la" soluzione. Le opzioni multiple servono a far emergere cosa risuona davvero col cliente, non solo cosa piace a noi.

Fase 4: Sistema e applicazioni. Una volta scelta la direzione, costruiamo il sistema completo: varianti del logo, griglia, iconografia, regole di utilizzo. Poi lo applichiamo a casi reali — biglietto da visita, header del sito, un post social — perché un'identità che funziona solo sullo sfondo bianco del logo file non è ancora un'identità pronta per il mondo.

Fase 5: Brand kit e handoff. Il cliente riceve tutto in un pacchetto chiaro, pensato per essere usato anche da chi non ha competenze grafiche: cosa si può fare, cosa no, con quali margini di libertà. Un buon brand kit è quello che il cliente riesce a usare correttamente anche tra due anni, senza doverci richiamare per ogni piccola applicazione.